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)- BRUCIATURE -(
certo, aveva passato ben cinque minuti interi a fissare i sassi, i pesci il forziere del tesoro che quando s'apre e fa le bolle erano tutti al loro posto dentro l'acquario se non fosse che tutta l'acqua era evaporata e erano in realtà tutti distesi sul fondo in forma bidimensionale, palloncini senz'aria che hanno bisogno di tempo per ripigliarsi così zoe, nelle sue pinne e branchie a boccheggiare nel colore blu della notte e questo fottuto blu della perdita avrebbe anche passato il segno stendere uno strato rosso ogni tanto non farebbe male, così, tanto per vedere l'effetto che fa zoe in fila alla cassa del supermercato, Lisa con la fede al dito, la coda di cavallo, gli occhiali sul naso batte gli scontrini, conta le banconote dà il resto, prende i buoni e sorride, s'informa "a casa tutto bene? la moglie, il figlio, il cane?" zoe non se ne capacita, non capisce da quand'è che vorrebbe quella vita noiosa, il sabato del villaggio, le domeniche a passeggio per il centro il sesso scontato, tutto incasellato nel binario morto dell'insoddisfazione ma zoe l'ha provato, zoe ha capito "vuoi tornare indietro?" subito, immediatamente, dove si firma? ma si merita di più, si merita di meglio, non ci si merita affatto il ragazzo soldato abbassa gli occhi e le dice "la prima mamma è morta, l'altra mamma mi ha detto di stare tranquillo" quante mamme puoi avere nella vita, piccolo pet? a quante persone puoi dare lo stesso grado di attenzione, quanti traumi puoi sopportare senza cadere schiantato al suolo zeppo di ossa rotte e pezzi di vetro conficcati ovunque da togliere uno per uno con le pinzette da sopracciglia? è tutto eterno, tutto ingannevole, le coppie sono tutte clonate e a luglio vanno al mare con gli zaini nelle spalle di lei, i motorini truccati, le infradito e i boxer ampi di lui, i due caschi che si toccano e le cuffiette dell'ipod divise a metà equidistanti il cuore pulsa, batte e fa il suo dovere indipendentemente da zoe, che è indifferente il ragazzo soldato ha una bocca da baciare alla fine della notte e le spalle ampie dove trattenere tutto quel che gli arriva addosso non ha ancora capito come fare a parlare a dire tutte le cose che gli stanno dentro, aggrappate da qualche parte nei muscoli, e sputarle fuori, come amare al momento giusto come smettere di essere un signore di mezz'età ingabbiato in un corpo di vent'anni per non lasciarsi sfuggire niente zoe lo ascolta, finisce la sigaretta e la spegne sul braccio si chiamano bruciature che siano interne o esterne è indifferente zoe ha un'ustione di terzo grado che non riesce a guarire e tu, tu continui dannatamente ad avvicinarti con una fiamma ossidrica in mano, nelle parole e in tutti questi silenzi zoe non riesce a rigenerarsi la pelle, non c'è tempo, non c'è tregua, potrebbe persino morire bruciata ché una testa nel forno è un'idea banale dopo la plath, le vene tagliate sporcano la vasca, l'acqua che diventa una pozza rossa ed è un casino pulire ci si taglia a più riprese con le mani, con gli occhi, con il sesso squallido, il dolore si taglia con un coltello si divide in piccole ostie da ripartire ad ognuno, ognuno un pezzetto e tutti a cercare di toglierlo dal palato per inghiottirlo una volta per tutte, e non si stacca, non si muove, non c'è niente per spingerlo giù non c'è una fine, l'alba arriva sempre inattesa e sempre più vicina non c'è tregua -non c'è una fine- non c'è una strada che porta da qualche parte zoe si consola col ragazzo soldato che ha tutta la vita pianificata, l'accademia, le marce, patria, famiglia, dio, morte zoe gli frana addosso e porta un po' di confusione chiamala distrazione, altre bruciature altre sigarette spente sulle braccia, sulle gambe, sul ventre molle del tempo il vuoto pneumatico dell'estate che non se ne può più basta, basta basta
Scritto da M. |